Star Refrigeration ha installato un impianto a bassa carica di ammoniaca (R717) da 290 kW (82,4 TR) in un magazzino a Daventry, in Inghilterra, per conto della catena britannica di pub J D Wetherspoon.
Il magazzino, con una capacità di 192.000 m³ (6.780.416 ft³), ospita alimenti, bevande e altri beni di consumo e funge da centro di distribuzione nazionale per la catena. La struttura è suddivisa in tre aree: un magazzino congelato da 31.000 m³ (1.094.754 ft³), un magazzino refrigerato da 24.000 m³ (847.552 piedi cubi) e un magazzino a temperatura ambiente da 137.000 m³ (4.838.109 piedi cubi). La struttura è gestita da DHL per conto di J D Wetherspoon.
Il nuovo sistema a basso carico di ammoniaca ha sostituito un impianto di refrigerazione a circolazione con pompa ad ammoniaca installato nel 2004. Star ha affermato che l’attuale sistema avrebbe richiesto interventi di ammodernamento dal 2024 al 2027, con un costo di 400.000 sterline (464.116 euro/529.620 $), oltre a ulteriori 180.000 sterline (208.852 € / 238.329 $) in costi previsti per energia elettrica, acqua, trattamento delle acque e manutenzione.
Dettagli tecnici: il produttore ha installato un Azanefreezer 2.0 a integrazione dell’Azanefreezer 1.0 già operativo, installato nel 2016 e dotato di una potenza di 120 kW (34,1 TR).
La nuova unità da 290 kW garantisce il raffreddamento a −22 °C (−7 °F) per il magazzino congelato e presenta una carica di ammoniaca pari a 220 kg.
L’Azanefreezer 2.0 è raffreddato ad aria, il che elimina i costi idrici associati al sistema precedente. Il sistema ha una durata di vita superiore a 25 anni e, secondo Star, dovrebbe garantire un ritorno sull’investimento in meno di due anni.
Star ha effettuato l’installazione in più fasi per garantire che le operazioni quotidiane del magazzino non subissero interruzioni.
Semplicemente il migliore: Star Refrigeration ha affermato che il sistema, in funzione da 18 mesi, presenta un valore di consumo energetico specifico (SEC) pari a 19 kWh/m³/anno. L’SEC è misurato in chilowattora per metro cubo all’anno, dove il volume è definito come il volume refrigerato totale del magazzino.
Si tratta di un valore inferiore di quasi il 17% rispetto al benchmark delle migliori pratiche del Regno Unito, pari a 22,9 kWh/m³/anno. Il benchmark è stato sviluppato da Andy Pearson, amministratore delegato di Star, e presentato all’Istituto Internazionale di Refrigerazione (IIR) nel 2019.
Un impianto di stoccaggio a freddo moderno e ben mantenuto di 100.000 m³ (3.531.466 ft³) dovrebbe avere un SEC pari a 10 kWh/m³/anno per l’impianto di refrigerazione, mentre per un impianto da 500.000 m³ (17.657.333 ft³), il SEC potrebbe essere inferiore a 5 kWh/m³/anno, secondo il parametro di riferimento di Star.
La nuova unità ha ridotto il consumo energetico di 600.000 kWh all’anno, determinando un risparmio di 200.000 sterline (232.253 euro/264.679 dollari) e una riduzione delle emissioni di CO₂ pari a 123 tonnellate metriche all’anno.
I numeri: secondo il rapporto di ATMOsphere intitolato “Refrigerazione: refrigerazione commerciale e industriale con refrigeranti naturali”, a dicembre 2025 si stimava che in tutto il mondo vi fossero 5.700 siti industriali che utilizzavano ammoniaca a bassa carica. ATMOsphere è l’editore di NaturalRefrigerants.com.
Oltre a Star, l’azienda australiana Scantec Refrigeration Technologies è un nome di spicco nel settore dell’ammoniaca a bassa carica. Nel gennaio 2026 Scantec ha consegnato un impianto ad ammoniaca a bassa carica con espansione diretta (DX) da 1,13 MW (321 TR) per un impianto di celle frigorifere situato a Melbourne.
Nel 2025 l’azienda danese Danfoss ha presentato il proprio sistema NeoCharge come una “scorciatoia verso l’ammoniaca a bassa carica” in grado di far risparmiare agli operatori di impianti DX fino a 200.000 dollari (175.000 euro/199.737 dollari) all’anno, riducendo il rapporto di ricircolo nei sistemi a ricircolo.



